giovedì 11 luglio 2013

Vandana e i semi


Two Options from The Perennial Plate on Vimeo.

Se una multinazionale agroalimentare volesse trasformare l'indipendenza dei contadini in fatto di sementi in una dipendenza degli stessi da questa stessa multinazionale, come farebbe?

In questo brano di intervista Vandana Shiva, scienziata e attivista indiana ormai piuttosto nota a chi si interessa di questioni economiche globali in relazione al cibo, ci spiega come funziona - secondo il suo punto di vista - il meccanismo di acquisizione del potere delle grandi multinazionali americane.

In India l'agricoltura è ancora in mano ai piccoli proprietari terrieri e contadini che vivono nei villaggi e che cercano di cavarsela in un mercato globale sempre più complesso e difficile da interpretare.
Il punto di partenza sono i semi, che i contadini sapevano conservare - in un passato non troppo lontano - recuperandoli dalle coltivazioni dei loro campi o che acquistavano dai commercianti locali.

Ma quando un colosso del mercato agroalimentare arriva in un paese come l'India, la prima cosa che fa è cercare di dimostrare la superiorità qualitativa e di resa delle sue sementi. Promette che i suoi semi produrranno di più e saranno più resistenti a siccità e malattie. Per essere più sicuri, suggerisce ai contadini di acquistare - oltre alle sementi ibride OGM - anche i prodotti chimici (pesticidi o fertilizzanti) ad hoc per quelle specifiche varietà.
Oltre a promuovere a tappeto i suoi prodotti, la multinazionale acquisisce le aziende locali di selezione dei semi. O perlomeno cerca di entrare nella gestione, in modo da influenzarene il più possibile ogni attività.

A dire la verità, questi nuovi semi della multinazionale, sono piuttosto costosi per i contadini, ma d'altra parte, promettono una resa così alta che con una stagione di semina si dovrebbero recuperare i soldi spesi, e anche di più.
E se i contadini non avessero abbastanza soldi per comprare semi e pesticidi?
Potrebbero sempre rivolgersi ai prestatori di denaro, o alla banca…
E se il raccolto non fosse così ricco come promesso? Se non si potessero ripagare i propri debiti immediatamente, forse si potrebbero chiedere altri soldi per tentare ancora di seminare i semi miracolosi…
Se infine non si riuscisse più ad uscire da questo circolo vizioso, alla fine resterebbe solo l'ultima opzione: buttar giù lo stesso pesticida che doveva servire a far vivere la famiglia in modo dignitoso.
Forse così lo stato pagherà un risarcimento alla vedova, che basterà per andare avanti ancora un po'.

Avendo letto molto su questi argomenti - del cotone transgenico della Monsanto - e i meccanismi che innesca nelle società povere o in via di sviluppo, mi sono resa conto che la lettura della realtà è molto contraddittoria.
Lasciando perdere la visione delle stesse multinazionali (che ovviamente è di parte, dati gli interessi economici), anche tra coloro che non hanno interessi diretti a vendere le sementi OGM, soprattutto tra gli scienziati, pare che ci sia un fronte comune pro multinazionali.
In realtà ciò che sostengono e difendono è la produzione di organismi modificati geneticamente, che potrebbe non costituire un pericolo per la salute di uomini e pianeta. Questo è molto probabile, per una serie di osservazioni oggettive della realtà.
Ma quello che mi chiedo è come si fa a non considerare globalmente, in particolare dal punto di vista di chi non può scegliere (i contadini, e anche noi ricchi consumatori) le conseguenze del monopolio di un potere così grande e ramificato in agricoltura.

Allora preferisco il punto di vista di Vandana Shiva, che ci invita a proteggere il cibo per proteggere il futuro del mondo.
"Un 'no' detto con consapevolezza è mille volte meglio di un sì detto per evitare fastidi o far piacere agli altri" (M.K. Gandhi).

12 commenti:

Nela San ha detto...

http://gialli-e-geografie.blogspot.it/2012/02/kota-neelima-e-lindia-vera-bellezza.html

anche questo libro, ricevuto dall'India, parla dell'argomento. Se ha la fortuna di trovarlo, leggilo. Quello che dice Vandana Shiva dovrebbe essere insegnato a scuola, come monito non solo per l'India, ma anche per i molti compromessi a cui scendiamo noi. Mi correggo: i troppi compromessi.

Sonia.namaste Namaste ha detto...

Grazie cara per il bel post. Sono molto sensibile sull'argomento. A scuola ne parlo spesso e i ragazzi si stupiscono e appassionano tantissimo. Questa loro sorpresa a volte mi terrorizza perchè sembra che assistano ad un film. Dopo i titoli di coda però la vita torna quella di prima e invece dovremmo fare qualcosa.
baci quasi indiani
So

Elisa Chiodarelli ha detto...

grazie cara Manuela!
ho visto anche il tuo post, molto interessante... sono argomenti urgenti, che però la gente non sempre considera. Bisogna insistere!


E grazie anche a te Sonia.
Anch'io faccio il possibile per parlarne a scuola, con i ragazzi. Ed è vero che ci si buttano dentro con passione, ma non è un film, purtroppo!
Anche qui, bisogna insistere. Sono convinta che prima o poi qualcosa di buono deve nascere!
ps: vuoi dire che sei in partenza??
Dio, come ti invidio!
^-^

Sonia.namaste Namaste ha detto...

Oh yes. India arrivooooooo

Clara ha detto...

Grazie a te, Elisa, per scrivere questi post così sensibili e interessanti (e anche a Nelasan che consiglia sempre ottimi libri!). Mi colpì una foto una volta, su una rivista indiana, di un contadino disperato, proprio a causa di queste pesanti intromissioni di multinazionali & co. Anche l'argomento pesticidi è controverso, e spesso si spacciano come unica possibilità di avere un raccolto decente. I semi OGM... un'ennesima mossa delle multinazionali. Per non parlare di come vengono poi strumentalizzati i tanti suicidi dei contadini in India, dai media e dalle stesse multinazionali. Un gioco perverso.
Comunque sia, fate benissimo voi che insegnate a sensibilizzare i ragazzi e i bambini, brave!
Un caro saluto a tutte, soprattutto alla nostra Sonia in pre-partenza.
Buon fine settimana

Elisa Chiodarelli ha detto...

ciao Clara!
grazie di essere passata di qua! Infatti, tutta questa situazione (contadini poveri, ogm, multinazionali, media, ecc) non è per nulla chiara.
Se leggi quello che scrivono gli scienziati e ricercatori italiani in proposito, sembra che Vandana Shiva sia in torto e tutta la faccenda dei suicidi una specie di montatura fatta da lei e da quelli di Slow Food. Può anche darsi che la lettura della realtà sia molto più complessa di quello che lei fa, e che dietro ad un fenomeno la realtà sia più complicata di quello che ci racconta.
Ma possibile che il suicidio di centinaia (o migliaia) di contadini - non il suicidio di centinaia di funzionari delle multinazionali - non abbia significato?
boh!
C'è un film molto "divertente" (è una satira molti amara) da vedere sull'argomento, Peepli live, che racconta appunto questa storia. Se ti capita, guardalo!
bacioni!

blandina ha detto...

Cara Elisa, io che soffro di intolleranze alimentari mi chiedo quanto questi prodotti geneticamente modificati 'potrebbero non costituire un pericolo per la salute di uomini e pianeta'.
Ma come mai ci sono sempre più intolleranze, per esempio fra noi popoli mediterranei cibatisi di grano per millenni, perché adesso il glutine ci fa male?
Anche questo argomento è un barattolo pieno di vermi....

Elisa Chiodarelli ha detto...

immagino che i fili che legano fenomeni apparentemente non collegati siano invisibili, ma molto concreti.
E forse per ammetterlo ufficialmente ci metteremo ancora del tempo.
intanto ci ammaliamo, o peggio...

bacioni carissima, ho visto il tuo post con quei bei quaderni di carta marmorizzata!

quante cose interessanti che riesci a fare!

^-^

Alessandro ha detto...

A proposito di questi temi e di dove ci sta portando il progresso: sto leggendo un libro di fantascienza molto bello sull’India, è in edicola in questi giorni, per la collana “Urania”, l’autore è Ian McDonald, ed è intitolato “Il fiume degli dei” (vedi qui: http://netmassimo.com/2013/07/09/il-fiume-degli-dei-di-ian-mcdonald/). Il fiume in questione è il Gange, e s’immagina che, in un futuro non troppo lontano (il 2047) l’India sarà divisa tra tre stati rivali, Bharat, Awadh e Bengala, che si contenderanno la preziosa risorsa dell’acqua trasportata dal fiume e sempre più messa a rischio dai cambiamenti climatici. Con tutto questo s’incrociano personaggi di varia estrazione e vicende che riguardano straordinarie scoperte archeologiche e scientifiche… è un romanzo molto complesso, molto fantascientifico, ma mi sento di consigliarlo a chi ama l’India…

Elisa Chiodarelli ha detto...

Ma grazie prof della segnalazione! Interessante e originale, io non ci sarei mai arrivata :-)
Vuoi fare un guest post qua su Italian Masala? perchè no, quando hai finito di leggerlo, potresti scrivere una recensione e poi la pubblichiamo insieme con una foto
;-)
baci

sqwerez ha detto...

per chi come me ha il cuore infilato dentro bhopal fa male continuare a sentir parlare di yankees in india

Elisa Chiodarelli ha detto...

purtroppo ci sono e anche pesantemente... e dove non sono?
grazie di esserti fermato qua Giuseppe
^-^

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